Terra di castagne, terra di Briganti

La vendita delle castagne è indiscutibilmente una parte fondamentale dell’economia del nostro territorio. A questa si aggiunge una vasta produzione di olive e quindi olio extra vergine, uve da vino, noci e nocciole.
Un’altra risorsa di pari importanza è il turismo, essendo il territorio del vulcano di Roccamonfina ricco di storia.
I vari borghi medievali, il Castello Principesco di Conca Della Campania, le varie chiese tra cui la Collegiata d Santo Stefano  di Galluccio, il Santuario della Madonna dei Lattani di Roccamonfina, il sito  archeologico delle Ciampate del Diavolo di Tora e Piccilli. Sono tutti posti di grande interesse storico ed artistico.
Dal punto di vista ricettivo ci sono agriturismi e ristoranti immersi nel verde dei castagneti, degli oliveti e dei vigneti che propongono egregiamente la cucina tipica locale.
Dal punto di vista naturalistico il territorio presenta spettacolari sentieri da percorrere. Tra i boschi di castagne secolari si snodano vari sentieri che arrivano sino a sorgenti e cascate di particolare bellezza; vedi le cascate di Lieti e di Conca della Campania.
Intorno alla metà dell’Ottocento, durante il passaggio dal Regno delle Due Sicilie a quello Sabaudo, il territorio del vulcano di Roccamonfina e dei comuni limitrofi alle pendici di esso, è stato scenario di atti di brigantaggio. I Briganti approfittavano dei fitti  boschi di castagne per trovarvi rifugio e nascondiglio dopo le loro scorribande.
A ricordo dei briganti è intitolato un sentiero che loro percorrevano per far perdere le loro tracce. Dal borgo medievale di Sipicciano parte il sentiero cosiddetto  dei Briganti che raggiunge il bosco di castagne di Vallemarina.